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mercoledì 22 gennaio 2020

Un secolo di riscaldamento globale in time-lapse

L’impressionante video della Nasa che mostra più di un secolo di riscaldamento globale in time-lapse




Questo video della NASA mostra l'impressionante accelerazione del riscaldamento climatico sul pianeta. Le analisi della temperatura della NASA incorporano misurazioni della temperatura superficiale da oltre 20.000 stazioni meteorologiche sparse per il globo. Dal 1880 la temperatura media globale della superficie è aumentata e ora la differenza è di oltre 1°C rispetto alla fine del XIX secolo.

Si nota dal video che all'inizio non ci sono variazioni rilevanti, viceversa subisce una forte accelerazione verso meta video arrivando alla fine a colorare quasi tutta la terra di arancione e rosso.

Secondo le analisi indipendenti della NASA e della National Oceanic and Atmospher Administration (NOAA), le temperature della superficie globale della Terra nel 2019 sono state le seconde più calde da quando è iniziata la moderna registrazione nel 1880. A livello globale, le temperature del 2019 sono state secondo solo a quelli del 2016 continuando la tendenza al riscaldamento a lungo termine del pianeta: gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi degli ultimi 140 anni. L'anno scorso, erano 1,8 gradi Fahrenheit (0,98 gradi Celsius) più caldi rispetto alla media del 1951-1980, secondo gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA a New York. "Il decennio appena concluso è chiaramente il decennio più caldo mai registrato", ha dichiarato il direttore del GISS Gavin Schmidt. "Ogni decennio dagli anni '60 è stato chiaramente più caldo di quello precedente."

sabato 30 novembre 2019

Nuove regole UE: Elettrodomestici più riparabili e meno inquinanti


Varata da poco la nuova Direttiva europea 
contro l'obsolescenza programmata







L'Unione europea introduce il principio di "eco design", rendendo, per legge, più facile riparare e riciclare frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e televisori, ritardandone, quindi, il più possibile la sostituzione.

La UE ha quindi finalmente deciso di fare un (piccolo) passo verso l’ambiente, cercando di combattere l’obsolescenza programmata degli elettrodomestici, estendendo la durata e riducendo gli sprechi degli apparecchi  dovuti alla loro sostituzione in caso di rottura.  Inoltre, finalmente, si riconosce a tutti gli utenti il diritto a riparare i loro elettrodomestici , con l’unica condizione che a farlo sia un tecnico specializzato ; oggi, infatti, davanti alla prospettiva di spendere molto per una riparazione e di attendere settimane per l’arrivo di un ricambio, i proprietari degli elettrodomestici rotti spesso lasciano perdere e ne acquistano di nuovi (complici i prezzi relativamente bassi dei nuovi modelli)

Con la nuova normativa “right to repair” infatti le aziende sono obbligate a rendere disponibile e a fornire tutti i ricambi degli elettrodomestici per 10 anni, consegnarli in tempi celeri (massimo 15 giorni) e a prezzi calmierati. Sono inoltre obbligate a progettare i dispositivi in modo che siano più semplici da far riparare da altre aziende.





Si stima che queste misure porteranno in linea generale un risparmio di 167 TWh di energia all’anno entro il 2030 (pari al consumo annuo di energia della Danimarca) con una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, e un risparmio di circa € 150 all’anno per ogni famiglia europea. Le misure di progettazione ecocompatibile per lavatrici e lavastoviglie stabiliscono anche un uso massimo di acqua per ogni ciclo di lavaggio che porterebbero a far risparmiare oltre i 720 milioni di litri di acqua l’anno sempre entro il 2030. 


Il commissario per il Clima Miguel Arias Cañete ha dichiarato soddisfatto: “Insieme alle etichette energetiche più intelligenti, le nostre misure di progettazione ecocompatibile possono far risparmiare un sacco di soldi ai consumatori europei e aiutare l'UE a ridurre le emissioni di gas serra. L'eco-design è quindi un elemento chiave nella lotta ai cambiamenti climatici e un contributo diretto al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell'accordo di Parigi”

La Commissione ha adottato 10 regolamenti di esecuzione per la progettazione ecocompatibile, che stabiliscono l’efficienza energetica e altri requisiti per i seguenti gruppi di prodotti:

1. frigoriferi
2. lavatrici
3. lavastoviglie
4. display elettronici (compresi i televisori)
5. sorgenti luminose e alimentatori separati
6. fornitori di energia esterna
7. motori elettrici
8. frigoriferi con funzione di vendita diretta (frigoriferi nei supermercati)
9. trasformatori di potenza
10. attrezzature per saldatura

In sostanza la legge richiede:
  • che i pezzi di ricambio siano disponibili per un lungo periodo dopo l’acquisto: minimo 7 anni per gli apparecchi di refrigerazione (10 anni per le guarnizioni delle porte); minimo 10 anni per lavatrici domestiche; minimo 10 anni per le lavastoviglie domestiche;

  • che, durante tale periodo, il produttore assicuri la consegna dei pezzi di ricambio entro 15 giorni lavorativi;
  • che i pezzi di ricambio possano essere sostituiti con attrezzi comunemente disponibili e senza danni permanenti all'apparecchio.

FONTE: AMBIENTE-BLOG

giovedì 31 ottobre 2019

Zucche di Halloween e spreco alimentare

Cosa c’è di più spaventoso di streghe, fantasmi e demoni a Halloween? 18.000 tonnellate di zucche ancora commestibili che finiscono nell'immondizia ogni anno.





La moda di intagliare le zucche a Halloween è ancora poco diffusa qui in Italia, viceversa, nei paesi anglosassoni è diventata quasi una mania. Non c’è casa o famiglia che non ha la sua zucca decorata e intagliata per il primo novembre.

Questa simpatica tradizione in realtà cela un grave problema di spreco alimentare con conseguente aggravio ambientale. Il problema nasce dal fatto che la stragrande maggioranza delle persone che intaglia il famoso ortaggio arancione, per creare le facce tipiche di halloween, butta la polpa che estrae quando svuota la zucca, infatti, solo il 33% degli “intagliatori” poi recupera e mangia la polpa interna.



L’associazione ambientalista Hubbub ha calcolato che ogni anno nella sola Gran Bretagna si butta la polpa di 8 milioni di zucche equivalente a circa 18 mila tonnellate di cibo (pari a 1500 autobus a due piani) che se cucinate potrebbero sfornare 360 milioni di porzioni di torte di zucca.

Negli Stati Uniti la situazione è addirittura peggiore, infatti, il dipartimento dell’agricoltura stima che ogni anno vengono venduti e non mangiati l’equivalente di 1,90 milioni di dollari in zucche.

Questi numeri sono impressionanti e fanno capire l’enorme portata del problema. Oltre all'evidente spreco alimentare c’è anche un oggettivo danno ambientale: l’enorme quantità di rifiuti da smaltire, l’acqua usata per irrigare i campi di zucca senza considerare l’inquinamento prodotto per trasportare l’ortaggio.

Si tratta di centinaia di ettari di terreno coltivati per poi essere buttati via, spreco che può essere facilmente evitato consumando la polpa invece di buttarla. Per questo motivo l’Hubbub organizza ogni anno la PUMPKINRESCUE (recupero delle zucche) riscuotendo sempre maggiore successo.

Iniziata a Oxford nel 2014, l’anno scorso la manifestazione per evitare lo spreco della zucca si è svolta attraverso numerose iniziative in 280 città sparse per il globo. Lo scopo principale è quello di far conoscere i numeri del problema e di convincere la gente a consumare la polpa che estrae, anche diffondendo nuove e succulenti ricette (zuppe, torte, vellutate e al forno).

Zucca al forno

Il motto delle varie iniziative è: “Dopo Halloween, non buttate le vostre zucche, ma mangiatele o riutilizzatele”. Nei vari eventi di pumpkinrescue si insegna, anche, a come compostare in modo corretto l’involucro vuoto quando non serve più a decorare le case.



Link esterni:


  • HUBBUB: https://www.hubbub.org.uk/

  • FONTE: AMBIENTE-BLOG