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domenica 15 marzo 2020

Gli animali domestici e il coronavirus

Gli animali da compagnia non diffondono il Covid-19




Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus. Lo dicono tutte le autorità sanitarie mondiali, ricordando una misura di ordinaria igiene: lavarsi le mani con acqua e sapone dopo ogni contatto con il proprio animale domestico

Marco Melosi, presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) dichiara che: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) ha dichiarato che non ci sono prove che gli animali domestici abbiano un ruolo nella diffusione di questa malattia umana o che si ammalino di Covid-19. Anche le nostre autorità sanitarie lo vanno ripetendo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha persino fatto un myth bustering per contrastare false credenze».


Spiega Nicola Decaro, ordinario di malattie infettive degli animali domestici all’Università di Bari: il fatto che il Covid-19 abbia un’origine animale non vuol dire che i pet siano contagiosi. «Si pensa derivi dal coronavirus dei pipistrelli, ma non è stato ancora dimostrato scientificamente», precisa l’infettivologo. «Ma oggi bisogna preoccuparsi del contagio tra esseri umani. Ormai il virus è adattato all’uomo e si trasmette in maniera efficiente da uomo a uomo». In sintesi: «È più pericolosa una stretta di mano tra persone che una carezza a un animale».

mercoledì 12 febbraio 2020

Gennaio 2020: il più caldo di sempre

Molto sopra la media, le temperature di gennaio 2020 confermano  il trend negativo degli ultimi anni



Il gennaio 2020 è stato il più caldo mai registrato in Europa superando di 0.03 gradi il record della temperatura raggiunto nel gennaio 2016 e superando di ben 3,1 gradi la media della temperatura dei mesi di gennaio del periodo 1981 – 2010.

I dati sono stati diffusi dal Copernicus Climate Change Service (C3S) che ha condotto l’analisi insieme al Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) per conto dell’Unione Europea.



La causa di questi aumenti è da attribuirsi alla forte attività del vortice polare che ha spostato masse di aria calda di provenienza sub-tropicale verso l'Europa, anche alle latitudini settentrionali, infatti, la situazione peggiore si è registrata proprio nel nord del continente. In Norvegia e in Russia la temperatura è aumentata di circa 6 gradi (rispetto alla media degli ultimi 30 anni), arrivando, addirittura, il 2 gennaio a Sunndalsora in Norvegia ha superare di 25 gradi la media storica. A Mosca e a San Pietroburgo la media di gennaio per la prima volta ha superato gli zero gradi con punte di quasi 10 gradi.

Il Copernicus Climate Change ha registrato anomalie anche a livello delle precipitazioni. In Europa il gennaio 2020 è stato meno piovoso della media, salvo alcune eccezioni rappresentate da Norvegia, Penisola Iberica e Francia, zone queste ultime coinvolte a più riprese da situazioni anche alluvionali. Mentre, nell’emisfero meridionale del pianeta diversi Paesi, tra cui, il Madagascar e il Mozambico, hanno registrato piogge molto più frequenti. Inoltre, con la sola eccezione di Oslo che ha visto la neve proprio il 31, per la prima volta in assoluto in gennaio molte città come Stoccolma ed Helsinki sono state totalmente prive di neve misurabile.



Per quanto riguarda i Poli, sia l'Artide che l'Antartide hanno dovuto fare i conti con coperture di ghiaccio sotto la media del periodo di riferimento.

Analizzando il 2019, il C3S ricorda che è stato l'anno più caldo di sempre in Europa: i dati evidenziano che le temperature sono state di oltre 1,2 gradi sopra la media del trentennio 1981 - 2010.

mercoledì 22 gennaio 2020

Un secolo di riscaldamento globale in time-lapse

L’impressionante video della Nasa che mostra più di un secolo di riscaldamento globale in time-lapse




Questo video della NASA mostra l'impressionante accelerazione del riscaldamento climatico sul pianeta. Le analisi della temperatura della NASA incorporano misurazioni della temperatura superficiale da oltre 20.000 stazioni meteorologiche sparse per il globo. Dal 1880 la temperatura media globale della superficie è aumentata e ora la differenza è di oltre 1°C rispetto alla fine del XIX secolo.

Si nota dal video che all'inizio non ci sono variazioni rilevanti, viceversa subisce una forte accelerazione verso meta video arrivando alla fine a colorare quasi tutta la terra di arancione e rosso.

Secondo le analisi indipendenti della NASA e della National Oceanic and Atmospher Administration (NOAA), le temperature della superficie globale della Terra nel 2019 sono state le seconde più calde da quando è iniziata la moderna registrazione nel 1880. A livello globale, le temperature del 2019 sono state secondo solo a quelli del 2016 continuando la tendenza al riscaldamento a lungo termine del pianeta: gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi degli ultimi 140 anni. L'anno scorso, erano 1,8 gradi Fahrenheit (0,98 gradi Celsius) più caldi rispetto alla media del 1951-1980, secondo gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA a New York. "Il decennio appena concluso è chiaramente il decennio più caldo mai registrato", ha dichiarato il direttore del GISS Gavin Schmidt. "Ogni decennio dagli anni '60 è stato chiaramente più caldo di quello precedente."