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martedì 27 agosto 2024

Giugno 2024: Il Pianeta Brucia

Un nuovo, allarmante record si aggiunge alla lunga lista di segnali che ci avvertono dell'emergenza climatica. Giugno 2024 è stato il mese più caldo mai registrato sulla Terra. Un dato sconcertante, confermato dalle rilevazioni del programma europeo Copernicus, che ci proietta in uno scenario sempre più preoccupante.




Cosa significa questo nuovo record?

Un aumento inarrestabile: Non si tratta di una fluttuazione temporanea. Ben 13 mesi consecutivi hanno registrato temperature record, e per 12 di questi abbiamo superato la soglia critica di 1,5 gradi rispetto all'era pre-industriale, un limite stabilito dagli accordi di Parigi per evitare le conseguenze più disastrose del cambiamento climatico.

Un impatto globale: Le conseguenze di questo caldo estremo si fanno sentire in ogni angolo del pianeta. Dalla Turchia al Canada, dagli Stati Uniti alla Siberia, passando per il Brasile, il Medio Oriente e l'Europa sudorientale: le ondate di calore, le siccità prolungate e gli incendi devastanti stanno mettendo a dura prova ecosistemi e comunità.

Un futuro incerto: Se non si interverrà in modo deciso e immediato per ridurre le emissioni di gas serra, le estati torride come quella appena trascorsa diventeranno la norma. Le conseguenze saranno disastrose per l'agricoltura, la biodiversità e la salute umana.

Cosa possiamo fare?

Di fronte a questa emergenza, è fondamentale che ognuno di noi faccia la propria parte. 
Informarsi: Più siamo consapevoli dei rischi del cambiamento climatico, più saremo motivati ad agire.
Ridurre la propria impronta ecologica: Limitare i consumi energetici, scegliere trasporti sostenibili, optare per un'alimentazione a base vegetale sono solo alcuni esempi di azioni che possiamo mettere in pratica quotidianamente.
Supportare le politiche climatiche: È importante sostenere le iniziative politiche volte a ridurre le emissioni di gas serra e a promuovere le energie rinnovabili.
Diffondere il messaggio: Parlare del cambiamento climatico con amici, familiari e conoscenti è fondamentale per sensibilizzare l'opinione pubblica e creare un movimento globale per la difesa del nostro pianeta.

Il futuro del nostro pianeta è nelle nostre mani. Ognuno di noi può fare la differenza.

venerdì 19 luglio 2024

Plastica nel microonde: alleati o nemici?

L'utilizzo del microonde è diventato ormai una consuetudine nelle nostre cucine, un metodo pratico e veloce per riscaldare cibi o scongelare alimenti. Ma quando si tratta di contenitori, la plastica è davvero la scelta giusta? In questo articolo, approfondiremo l'utilizzo della plastica nel microonde, analizzando quali sono le tipologie adatte, quelle da evitare e quali alternative sono disponibili.

Scaldare un pasto in microonde è diventato un'abitudine quotidiana per molti, ma è importante farlo in modo sicuro utilizzando i materiali adatti. Non tutte le plastiche sono uguali e alcune possono rilasciare sostanze nocive se sottoposte alle alte temperature del microonde.

Per fare chiarezza definitiva, ecco una guida dettagliata sui tipi di plastica da utilizzare in sicurezza nel microonde:







Plastica nel microonde: non tutta uguale

Non tutte le plastiche sono uguali e non tutte sono adatte all'utilizzo nel microonde. Per fare una scelta consapevole, è importante conoscere i diversi tipi di plastica e le loro caratteristiche.

Le plastiche adatte al microonde
  • PET (Polietilene tereftalico): questa plastica è comunemente utilizzata per le bottiglie d'acqua e per alcuni contenitori per alimenti. Resiste bene alle alte temperature ed è generalmente considerata sicura per l'utilizzo nel microonde. Tuttavia, alcune ricerche recenti hanno sollevato dubbi sulla sua completa sicurezza, soprattutto se sottoposta a temperature elevate per periodi prolungati.
  • PP (Polipropilene): questa plastica è utilizzata per diversi tipi di contenitori per alimenti, tra cui quelli da asporto. È resistente al calore e generalmente considerata sicura per l'utilizzo nel microonde. Tuttavia, anche in questo caso, alcune ricerche recenti mettono in dubbio la sua totale sicurezza a temperature elevate.
  • Silicone: La plastica siliconica è una scelta più recente, apprezzata per la sua flessibilità, resistenza alle alte temperature e inerzia chimica. Il silicone risulta sicuro per l'utilizzo in microonde e non rilascia sostanze nocive negli alimenti.
Le plastiche da evitare
  • PVC (Polivinilcloruro): Il PVC non è assolutamente adatto al microonde. Le alte temperature possono causare la deformazione del materiale e il rilascio di sostanze tossiche come il bisfenolo A, dannoso per la salute.
  • Polistirolo: Il polistirolo, spesso utilizzato per vaschette e piatti usa e getta, non deve mai essere utilizzato in microonde. Il calore intenso può provocare la fusione del materiale, contaminando il cibo con sostanze chimiche nocive.
  • Contenitori in plastica non idonei al microonde: È fondamentale utilizzare solo contenitori in plastica che riportino il simbolo specifico per l'uso in microonde. Evitare contenitori di plastica vintage o di dubbia provenienza, che potrebbero non essere adatti alle alte temperature e rilasciare sostanze nocive.
  • EVA (Etilvinilacetato): questa plastica non è adatta all'utilizzo nel microonde perché può deformarsi e rilasciare sostanze chimiche negli alimenti.

Dubbi sul PET e PP


Alcune ricerche recenti hanno sollevato dubbi sulla completa sicurezza del PET e del PP per l'utilizzo nel microonde. Queste ricerche suggeriscono che, se sottoposte a temperature elevate per periodi prolungati, queste plastiche potrebbero rilasciare piccole quantità di microplastiche e altre sostanze chimiche negli alimenti.

Anche se la EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha ribadito la sicurezza del PET e del PP per un uso "normale" nel microonde, è importante sottolineare che "normale" non è definito in modo preciso. Inoltre, la sensibilità individuale alle sostanze chimiche rilasciate dalla plastica può variare.

Consigli per un utilizzo sicuro
  1. Utilizzare solo contenitori in plastica specificamente indicati per il microonde.
  2. Non utilizzare contenitori in plastica danneggiati o graffiati.
  3. Non coprire i contenitori in plastica con pellicola per alimenti.
  4. Non riscaldare cibi grassi o oleosi in contenitori di plastica.
  5. Non utilizzare il microonde per tempi prolungati in contenitori di plastica.
  6. Quando possibile, utilizzare alternative alla plastica, come vetro, ceramica o silicone
  7. Non utilizzate mai i materiali metallici perché:
  • Rischio scintille e danni: Il metallo riflette le microonde, creando scintille e potenziali danni al forno. In casi estremi, potrebbero generarsi anche fiamme.
  • Cibo non riscaldato: Le onde non riescono a penetrare il metallo, impedendo la cottura o il riscaldamento del cibo in modo uniforme.
  • Danni all'elettrodomestico: L'uso di oggetti metallici può causare seri danni al microonde, compromettendone il funzionamento.
Alternative alla plastica

Esistono diverse alternative alla plastica per l'utilizzo nel microonde:
Vetro: il vetro è un materiale sicuro e resistente al calore che non rilascia sostanze chimiche negli alimenti.
Ceramica: la ceramica è un altro materiale sicuro e resistente al calore che può essere utilizzato nel microonde.

Conclusioni

In base alle ricerche disponibili, è consigliabile limitare l'utilizzo della plastica nel microonde, soprattutto per tempi prolungati o a temperature elevate. Quando possibile, è preferibile utilizzare alternative come vetro, ceramica o acciaio inossidabile.

È importante sottolineare che la scelta del materiale da utilizzare nel microonde dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di alimento da riscaldare, la durata del riscaldamento e la temperatura raggiunta. In caso di dubbi, è sempre meglio consultare le istruzioni del proprio microonde o chiedere consiglio a un esperto.

venerdì 31 maggio 2024

OTTO CURIOSITÀ SUI GATTI

1) La gatta più longeva del mondo

Tutti noi vorremmo per i nostri animali domestici una vita lunga e felice, così è stato per Creme Puff la gatta più longevo del mondo (stando al Guinness World Records), infatti è vissuta per ben 38 anni e 3 giorni. Creme Puff era una gatta americana morta nel 2005 che viveva in Texas a Austin con il suo padrone che l'aveva adottata nel lontano agosto del 1967. La vita di Creme Puff è stata molto più lunga di quella dei suoi simili che di solito è intorno ai 20 anni.


Creme Puff


2) Festa nazionale dei gatti

Il 17 febbraio di ogni anno in Italia si festeggia la festa nazionale del gatto. Questa data è stata scelta nel 1990 da un referendum fatto tra i lettori della rivista “tutto gatto”. Il giorno non è stato scelto a caso, infatti ha molteplici significati:

· febbraio è il mese dell'Acquario cioè degli spiriti liberi proprio come sono tutti gatti,

· tra i detti popolari ce n'è uno che definisce febbraio come il mese degli gatti e delle streghe,

· il numero 17 per la cultura italiana rappresenta la sfortuna e quindi visto che i gatti spesso sono stati visti come portatori di sventura oggi proprio per scherzare su questa brutta superstizione hanno scelto il giorno 17,

· inoltre il numero 17 in romano si scrive XVII che anagrammato si trasforma in vixi cioè sono vissuto non così per i gatti che per leggenda hanno molte vite

· ed infine le vite del gatto sono 7 perciò 17 una vita per 7 volte








3) Gatto portafortuna

Il gatto vive insieme all'uomo da alcuni millenni anche grazie alla sua abilità di catturare topi, ratti e insetti. Dal medioevo però i gatti sono stati iniziati a considerare come portatori di sfortuna perché legati al mondo femminile e quindi alle streghe. Ancora oggi in alcune nazioni i gatti specialmente quelli di colore nero sono considerati portatori di sventura, per fortuna non così in tutto il mondo: in Inghilterra ad esempio i gatti sono considerati una specie portafortuna; in Spagna e in alcuni paesi del nord Europa si portava un gatto sulle navi perché allontanavano la sventura e anche le mogli dei pescatori speso possedevano un gatto proprio come portafortuna nei confronti del marito; in Irlanda e in Scozia ancora oggi spesso si regala un gatto nero alla sposa perché portafortuna al matrimonio. Anche in Giappone e in Cina il gatto è considerato di buon auspicio, infatti nei negozi spessissimo si trova il famoso Maneki Neko, il gatto che muove la zampina e che attira i clienti. Comunque chi ha un gatto sa benissimo che con il suo pelo morbido e le sue fusa riesce a scacciare la malinconia.


Maneki Neko




4) I Gatti di Disneyland

Il più famoso parco dei divertimenti del mondo “Disneyland” in California è abitato da oltre 200 gatti... altro che Topolino.

Qui infatti dagli anni 50 vive una colonia numerosissima di gatti curati amorevolmente dai dipendenti del parco; infatti sono stati tutti sterilizzati, hanno una cuccia per quando piove e ricevono quotidianamente la loro dose di pappa. I gatti ovviamente evitano le situazioni più affollate e

rumorose, ma la sera, quando c'è meno gente e le musiche si abbassano, i simpatici pelosetti si avvicinano agli ultimi turisti per farsi coccolare. La popolazione di gatti di Disneyland è così famosa che ha anche una sua pagina Instagram e un suo sito con tanto di shop on-line per gadget a tema.



Gatto a Disneyland



5) I gatti allo specchio

I gatti non riescono a riconoscere la propria immagine allo specchio e pensano che sia un altro gatto.

In realtà sono pochissimi di animali, oltre all'uomo, che riescono a riconoscere la propria immagine allo specchio, tra questi: l'elefante, il delfino, alcune tipi di scimmie e la gazza.
Gatto allo specchio

Quando il gatto vede la propria immagine allo specchio può avere vari comportamenti: se si tratta di un cucciolo il più delle volte cercherà di giocare con questo nuovo “amico”, se invece il gatto è più grande potrebbe anche avere paura vedendo questo rivale, oppure potrebbe incuriosirsi della sua immagine e cercare di capire con chi ha a che fare, alcune volte addirittura il gatto rimane totalmente indifferente alla propria immagine.


6) Il più famoso quadro di gatti

Carlisle Cullen artista austriaco trapiantato in America nel 1891 conobbe una eccentrica milionaria americana Kate Birdsall Johnson che gli commissionò un ritratto dei suoi gatti; la donna aveva più di 350 gatti e voleva un quadro che ne rappresentasse il più possibile. L’artista realizzo un opera contenente 49 gatti: il quadro è diventato famoso soprattutto per le sue dimensioni, infatti supera i 2 metri per 3 e pesa oltre 100 kg. Per questo motivo questo quadro è considerato il più grande quadro al mondo che rappresenta gatti.

Nel 2015 è stato venduto ad un'asta per ben 800.000 dollari, molto di più del suo prezzo stimato che era intorno ai 300.000 dollari. Il quadro in questione si chiama “my wife’s lovers” cioè: “gli amanti di mia moglie” soprannome dato dal marito della eccentrica milionaria Johnson perché a detta dell'uomo la moglie amava in modo incondizionato tutti i suoi felini.



Quadro "my wife's lovers



7) La prima mostra sui gatti.


I gatti domestici sono stati addomesticati circa 8000 anni fa, quando, quasi per caso, gli agricoltori si accorsero che questi simpatici felini tenevano lontano i roditori.

Il rapporto tra gatti e uomini però non è stato sempre semplice: nel medioevo i gatti erano scacciati e considerati animali del demonio perché associati alle donne e alle streghe. Nel settecento però si riscoprì il loro ruolo fondamentale nel cacciare i roditori e quindi furono, almeno in parte, riscattati.

Bisogna aspettare però l’ottocento quando i primi gatti diventarono ufficialmente animali da compagnia ed entrano nelle case, specialmente in quelle degli inglesi. Infatti fu proprio in Inghilterra che nel 1871 lo scrittore Harrison Weir organizzò la prima esposizione felina,



Crystal palace di Londra in una stampa dell'800



tenutasi al Crystal palace di Londra. Da quel momento le mostre hanno avuto sempre più successo e ne sono state organizzate moltissimo sia in Europa che in America.


8) I gatti emettono centinaia di suoni diversi (molti più dei cani)

Secondo un recente studio svoltosi in America i gatti riescono ad emettere centinaia di suoni diversi,

molti di più di qualsiasi altro animale (eccetto l’uomo, ovviamente). I felini sono in grado di modulare la propria voce per ottenere tantissimi miagolii diversi. Addirittura anche da gatto a gatto si sono notate numerosissime variazioni di tono. Il gatto domestico, in realtà,

usa pochi suoni ma i felini selvatici, invece, usano molti più suoni, diversi tra di loro, per comunicare con i loro simili.




Dal Blog: I Pelosetti